Mosca dell'olivo e qualità dell'olio evo: il punto nella videoconferenza dell'Alsia

Crescenzi: "Un tema importante per valorizzare un settore di punta dell'agricoltura lucana"

Il direttore dell'Alsia Aniello Crescenzi

Il direttore dell'Alsia Aniello Crescenzi

Data : 20 November 2020

“La qualità dell’olio extravergine di oliva è strettamente collegato alla qualità della materia prima. Se le olive sono danneggiate dalla mosca o presentano altri difetti, ne risentirà inevitabilmente anche la qualità del prodotto finale”. È così che il direttore dell’Alsia Aniello Crescenzi ha introdotto il seminario dedicato al tema, promosso dall’Agenzia e trasmesso in videoconferenza su piattaforma Zoom.

“Da parte dell’Alsia- ha detto ancora Crescenzi- c’è grande attenzione al settore olivicolo e all’intera filiera. Si tratta di un settore di punta dell’agricoltura lucana su cui il Piano di divulgazione dell’Agenzia calibra azioni di aggiornamento e supporto costante, non solo attraverso incontri informativi come questo, ma anche lavorando insieme ad altre istituzioni ed enti di ricerca a progetti di ricerca applicata e di trasferimento delle innovazioni”.

E’ il caso del progetto O.R.G.Oli.O. Lucano che vede l’Alsia lavorare in partnership con l’Università degli studi della Basilicata per aumentare le basi conoscitive utili ad accrescere la redditività delle aziende olivicole, rispettando la sostenibilità ambientale del processo produttivo. A fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto è stato il docente dell’UniBas Giuseppe Montanaro. Xylella fastidiosa, riduzione impatto ambientale, varietà locali e impianti ad alta densità, aumento della qualità delle olive e dell’olio gli assi principali intorno a cui si sta sviluppando l’azione di monitoraggio e ricerca.

Finanziato con la misura 16.2 del PSR 2014/2020 della Regione Basilicata, O.R.G.Oli.O. LUCANO, come ha spiegato Montanaro, è un partenariato composto da attori del mondo produttivo e della ricerca, con capofila il Consorzio di tutela della denominazione di origine protetta dell’olio extravergine di oliva “Vulture”. L’obiettivo del progetto è quello di favorire la “cooperazione” e lo scambio di conoscenze, per generare nuove idee e trasformare la conoscenza in soluzioni mirate da mettere rapidamente in pratica.

Ma particolare attenzione il seminario ha dedicato alla qualità delle olive e al controllo della Bactrocera oleae in Basilicata. La difesa integrata, in quest’ottica, ha spiegato Arturo Caponero, responsabile dei Servizi fitosanitari dell’Alsia, può essere decisiva per contenere e arginare gli attacchi di mosca. “La difesa integrata-ha detto Caponero- è un’opportunità per puntare su una qualità certificata delle olive. La maggior parte delle avversità parassitarie dell’olivo possono essere gestite con forme di difesa biologica. Così non è per la mosca: per combatterla, non basta ricorrere a trappole per la cattura, è necessario effettuare il monitoraggio dell’infestazione e sulla base anche di modelli previsionali decidere la tipologia di intervento da effettuare per contenere i danni”.

Dall’oliva all’olio: la qualità dell’olio EVO è la chiave per la redditività della coltura e la qualità parte dal campo fino a coinvolgere le successive fasi di lavorazione in frantoio. E’ su questo aspetto decisivo che ha puntato l’attenzione Giovanni Lacertosa, responsabile del Centro di saggio dell’Alsia, attraverso un dettagliato decalogo della qualità. Dieci semplici buone pratiche che contribuiscono dal campo alla bottiglia a fare di un olio extravergine un extravergine di eccellenza.

M. Agata