Lotta agli sprechi alimentari, verso il 2030 con una campagna di sensibilizzazione mondiale

Il 5 febbraio ricorre la Giornata nazionale di prevenzione. In Italia oltre 6 miliardi all'anno di cibo nella spazzatura

fonte: Waste Watcher International Observatory-Università di Bologna-Last Minute Market su dati IPSOS

fonte: Waste Watcher International Observatory-Università di Bologna-Last Minute Market su dati IPSOS

Data : 05 February 2021

Quasi 600 grammi a testa ogni settimana gettati nei rifiuti: è lo spreco di cibo registrato nel 2020 tra le famiglie del Mezzogiorno d'Italia dal report "Waste Watcher International Observatory-Università di Bologna-Last Minute Market su dati IPSOS". Si tratta del 15% in più rispetto alla media nazionale che è comunque di 529 grammi, cioè di 27 kg a testa ogni anno. Secondo i dati Watcher International/Distal UniBO per campagna Spreco Zero e rilevazioni Ipsos, vale 6 miliardi e 403 milioni di euro lo spreco alimentare domestico nazionale, e arriva quasi a 10 miliardi se si sommano le perdite in campo e lo spreco nell'industria e nella catena di distribuzione. Certo, meglio del 2019, (-11,78%) con un risparmio di 6 euro pro capite, cioè 376 milioni a livello nazionale in un anno.

Una enormità comunque, quella emersa dallo studio, di cui si è parlato in Italia nel corso di moltissimi eventi organizzati per il 5 febbraio 2021, in cui ricorre l'ottava edizione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Una giornata nata nel 2014 quando, su iniziativa dell’agroeconomista Andrea Segrè, coordinatore del Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS) del Ministero dell’Ambiente e fondatore di Spreco Zero (l’unica campagna permanente di sensibilizzazione in Italia sul tema dello spreco alimentare), furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana.

Una montagna di cibo buttato, insomma. Perché ci dimentichiamo - è scritto nel report - "di alimenti a ridosso di scadenza e che si deteriorano (46%), ma a volte capita che la frutta e verdura acquistate fossero già sull’orlo della deperibilità (42%) e i cibi venduti erano già vecchi (31%). Però si ammette anche di comprare troppo (29%) e aver calcolato male il cibo che serviva (28%)".

L'Italia tutta recupera terreno sul piano internazionale, perché è tra i Paesi più sensibili allo sviluppo sostenibile a al tema dello spreco, dietro Cina e Corea. Peggio si posizionano la Francia, la Germania, gli USA e il Canada. "L'impegno per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi - ha dichiarato Andrea Segrè - passa anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati. Per questo, in vista del 2030 fissato dalle Nazioni Unite con 17 Obiettivi di sostenibilità, l'Osservatorio Waste Watcher diventa internazionale e progetta una campagna globale di sensibilizzazione attraverso un monitoraggio su scala mondiale", ha commentato Andrea Segrè, promotore della Giornata".

Redazione