La Via Appia torna a essere la Regina Viarum

Presentato dal Mibact il cammino in 29 tappe da 20 milioni che attraversa anche la Basilicata

Un tratto dell'antica Via Appia

Un tratto dell'antica Via Appia

Data : 05 March 2020

Un milione di passi da Roma a Brindisi, seicento chilometri, un grande monumento che dopo  decenni di oblio  ritorna percorribile. La Via Appia ritrova il suo antico percorso con il progetto del Mibact -Ministero per i beni e per le attività culturali e per il turismo “Appia Regina Viarum - Valorizzazione e messa a sistema del cammino lungo l'antico tracciato romano", che ne farà il primo cammino nazionale laico a matrice culturale.

Un progetto di portata europea che, finanziato con 20 milioni di euro all’interno del Piano Cultura e Turismo, coinvolge anche la Basilicata.

Il sentiero, che ha preso spunto dal cammino compiuto dallo scrittore e giornalista Paolo Rumiz lungo l’antico tracciato della strada consolare romana, tocca,  infatti, quattro regioni: Lazio (150 km, province di Roma e Latina); Campania (190 km, province di Caserta, Benevento e Avellino); Basilicata (83 km, province di Potenza e Matera); Puglia (186 km, province di Foggia, Bari, Taranto e Brindisi).  29 tappe di circa 20 km attraverso 11 Province e 87 Comuni, nella parte meno conosciuta e forse più autentica del Paese.

Entrata nella fase operativa, con l’aggiudicazione del progetto esecutivo, la realizzazione del cammino, voluto dal ministro Dario Franceschini, coinvolgerà tre grandi gruppi di progettisti e durerà 210 giorni, al termine dei quali si presenteranno i quattro lotti di lavori  nelle regioni interessate. Già individuate le 29 tappe del cammino, con gradi di difficoltà diversi: ad Itri, ad esempio, si può camminare su quattro chilometri di basolato romano, lungo la fettuccia di Terracina, invece, l'Appia è "inghiottita" dal traffico veicolare e si dovrà trovare una soluzione alternativa. Una prima ricognizione aerea ha già dato la panoramica delle principali criticità. Dei 20 milioni di euro, 9 milioni 150 mila sono destinati ai lavori in loco, come cartellonistica, installazione dei cippi miliari, colonnine di inizio e fine tappa. Alle Soprintendenze coinvolte verranno assegnati 6,8 milioni per restauri e ricerche scientifiche. Il resto rimarrà al Mibact per eventi e iniziative promozionali.  

A tenere uniti i luoghi attraversati dalla “Regina viarum”, in un viaggio che taglia l’Appennino e il granaio dell’Impero, non poteva che essere il pane.

Già realizzato il sigillo del cammino, ideato dal calligrafo Pietro Porro, un monogramma alfabetico a doppia “A” che segna la via numero uno del mondo antico con due linee prospetticamente convergenti come una strada che punta sull’orizzonte, che verrà apposto sui pani, delle regioni attraversate dall’Appia.

(info: www.camminodellappia.it). 

Margherita Agata