In arrivo la pubblicazione del II Report dell'Osservatorio CREA sugli sprechi alimentari

Secondo i primi dati forniti dalle OP, il 68% delle eccedenze, soprattutto frutta, viene redistribuito per alimentazione umana

Data : 06 February 2021

"Il sistema delle OP, le Organizzazioni di Produttori, è altamente organizzato, e valorizza le eccedenze alimentari attraverso la loro redistribuzione agli organismi caritativi e mantenendone, dunque, l'uso per l'alimentazione umana per un 68%". E' quanto ha dichiarato in un comunicato il sottosegretario del MIPAAF, il Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giuseppe L'Abbate, in occasione dell'ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare che ricorreva il 5 febbraio scorso.

Il concetto di “spreco alimentare” si riferisce solitamente al cibo non consumato, che dunque si trasforma in rifiuto con enorme sperpero di risorse. Un tema assai delicato, che chiama in causa la sostenibilità dei modelli di produzione e di consumo, e attorno al quale il 5 febbraio sono scaturite delle riflessioni sui dati provenienti dalle regioni d'Italia e dal mondo (CLICCA QUI e leggi il nostro articolo sulla ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare).

"La redistribuzione - ha precisato L'Abbate - riguarda essenzialmente la frutta (84%) rispetto agli ortaggi (16%), e il sistema delle OP tende a limitare moltissimo lo spreco inteso come prodotto che viene conferito in discarica. L'eccesso di produzione o viene redistribuito o viene trasformato per i due terzi del totale".

I dati forniti dal sottosegretario sono alcune anticipazioni del II Report di attività - in corso di pubblicazione - dell'OSSERVATORIO sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari istituito nel 2017 dal MIPAAF presso il Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione del CREA, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria, e coordinato da Laura Rossi. L’Osservatorio ha come principale obiettivo quello di fornire supporto tecnico-scientifico al MIPAAF, per quantificare in modo univoco e fondato il fenomeno degli sprechi alimentari a livello nazionale. Questo avviene attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’aggiornamento dei dati rin tutte le fasi della filiera: produzione agricola e industriale, commercio, ristorazione e consumi.

Il MIPAAF - ha detto anche L'Abbate - porta avanti azioni per far sì che la quota di eccedenze alimentari non destinata alla alimentazione umana possa diminuire. Un impegno testimoniato anche dall'ultima Legge di Bilancio, che ha incrementato di 40 milioni di euro la dotazione per il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone con fragilità sociali e alimentari, che si sommano ai 250 milioni di euro già inseriti nel Decreto Rilancio".

Redazione