Il Parco del Pollino area pilota del progetto "Life Streams" per salvare la trota mediterranea

E' una delle 53 specie ittiche autoctone a rischio estinzione a causa di cambiamenti climatici, inquinamento, specie aliene

Il Parco nazionale del Pollino

Il Parco nazionale del Pollino

Data : 09 June 2020

Cambiamenti climatici, inquinamento, alterazioni dell’habitat, pesca illegale, introduzione di specie aliene rappresentano una seria minaccia per le 53 specie autoctone ittiche di cui 23 tipiche del territorio: un immenso patrimonio di biodiversità che l’Italia custodisce.  

Tra le specie a maggior rischio c’è la trota mediterranea (Salmo cettii), già estinta in molti fiumi italiani e sostituita dall’alloctona trota atlantica(Salmo trutta) o dai suoi ibridi.

Per salvare questa particolare specie di trota è nato il progetto LIFE Streams che mira al recupero e alla conservazione delle popolazioni di trota nativa mediterranea (Salmo cettii), salmonide endemico dell'area mediterranea protetto dalla direttiva Habitat.

Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea tramite il Programma LIFE e vede, tra i partner anche il Parco nazionale del Pollino, insieme a Parco Nazionale della Majella, che del progetto è capofila), Agenzia Forestale Regionale per lo sviluppo del territorio e dell'ambiente in Sardegna - FoReSTAS, ISPRA, Legambiente Onlus, Noesissnc, Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Università degli Studi di Perugia.

Lo scopo generale del Progetto LIFE STREAMS “Salmo ceTtiiREcoveryActions in MediterraneanStreams” (LIFE18 NAT/IT/000931) consiste quindi nell'adozione di azioni concrete di conservazione della Trota mediterranea (Salmo cettii), attraverso il raggiungimento di obiettivi specifici quali l’eliminazione delle sorgenti di introgressione (cioè dell’ibridazione con genoma alieno) causata dall'introduzione di trote alloctone legate alle attività di pesca, facilitando il miglioramento del tasso di introgressione delle popolazioni autoctone; il miglioramento della qualità e la riduzione della frammentazione dei corpi idrici, anche al fine di incrementare la resilienza delle popolazioni autoctone ai cambiamenti climatici; il contrasto del bracconaggio. 

Il progetto interessa 6 aree pilota presso le quali verranno attuate azioni di monitoraggio e di gestione volte ad incrementare la numerosità e il grado di purezza delle popolazioni di Salmo cettii. 

Le aree sono localizzate, oltre che nel Parco Nazionale del Pollino, in Sardegna e nelle aree protette di Parco Nazionale della Majella, Parco Regionale di Montemarcello-Magra-Vara, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Parco Nazionale dei Monti Sibillini. In particolare Life Streams nel Parco Nazionale del Pollino riguarderà i corsi d’acqua Lao e affluenti, Grassa, Argentino, Campolungo, Rosa, Esaro, Grondo, Abatemarco, Peschiera, Frido.

 Tutti i partner  saranno impegnati in azioni che riguarderanno principalmente la caratterizzazione dell’habitat e delle popolazioni di trota mediterranea, la riproduzione di individui selvatici puri, le strategie supplementari di conservazione e di pesca selettiva.

L'approccio del progetto si basa, infatti, su una combinazione di diverse strategie di coinvolgimento della comunità locale, di miglioramento del controllo territoriale e di adeguamento della regolamentazione delle aree protette, mirando inoltre a sostenere il sistema nazionale di inventario delle violazioni attraverso la promozione di una legislazione e una normativa più idonee per la salvaguardia della biodiversità nelle aree protette.Gli obiettivi positivi che il progetto raggiungerà in termini di aumento della biodiversità, miglioramento dell'habitat delle acque dolci, riduzione dell'inquinamento e resilienza ai cambiamenti climatici saranno quindi molto utili per le comunità locali e per i servizi ecosistemici.

 

M. Agata