Green Deal, Italia non troppo indietro

Negli ultimi 10 anni è stata ridotta la chimica nei campi, ma ci penalizzano carenze idriche e erosione del suolo

Data : 29 January 2020

Per l'Italia non solo ombre, una volta tanto. Alla vigilia del Green Deal europeo, il piano dell'Unione Europea per la neutralità climatica entro il 2050, lo evidenzia il report dell'Osservatorio Fieragricola-Nomisma presentato in occasione della Fieragricola a Verona, inaugurata il 29 e in programma fino al 1° febbraio 2020.

Dal report l'Italia emerge come il Paese con i cibi più sani e sicuri in Europa, più attento agli sprechi e alle emissioni dei gas serra. Buone notizie anche dalle campagne, dove negli ultimi 10 anni è stato diminuito l'uso della chimica e aumentato il ricorso all'agricoltura biologica. Ma se queste sono le luci, restano ombre importanti come la carenza e la gestione delle acque irrigue in alcune zone del territorio, e l'erosione del suolo. "Se il valore sociale delle nostre campagne in termini di approvvigionamento alimentare è assodato - ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere - lo stesso non si può dire per le potenzialità in chiave sostenibile. Il "trust" verde della nuova agricoltura rappresenta uno degli assi portanti in grado di contribuire in modo decisivo alla transizione verso le emissioni zero della rivoluzione economica che ci apprestiamo ad affrontare".

In attesa che la Commissione UE renda nota le cifre definitive, secondo le stime degli esperti dal fondo arriverebbero all’Italia 364 milioni a fronte dei circa 900 che questa dovrà versare. Il disequilibrio però non deve stupire, perché l'Italia è un contributore netto al bilancio UE. Ai 364 milioni bisognerebbe aggiungere i fondi strutturali (Fesr e Fse) e il cofinanziamento nazionale che devono affiancare il fondo, pari a circa 1 miliardo e 300 milioni. Tenuto conto poi di tutti i "pilastri" dell'operazione verde, secondo i calcoli degli esperti l'Italia potrebbe contare su circa 4,9 miliardi di euro, tra investimenti pubblici e privati. Ma il piano messo in campo dall’UE è più ampio e articolato, e prevede di mobilitare 1.000 miliari di euro in 10 anni.

"From far to fork", dalla fattoria alla tavola: è il nome della strategia che interessa il settore agroalimentare e che fa parte della comunicazione "Green Deal europeo". L'UE renderà noti gli asset strategici entro la prossima primavera, ma dalla comunicazione sono già evidenti molti degli obiettivi ai quali l'agricoltura europea dovrà tendere nella logica dell'economia circolare basata su un sistema alimentare sano, equo e rispettoso dell'ambiente.

 

 

S. Gallo