Drupacee, le piogge ripetute possono favorire le infezioni di "ruggine"

Va verificata la presenza di "pustole" sulla pagina inferiore delle foglie. I consigli dei tecnici ALSIA per la prevenzione

Data : 07 September 2022

Dopo un’estate calda e siccitosa, le piogge ripetute possono favorire le infezioni di ruggine. Con l’eccezione delle varietà più tardive di susino e percoco (“settembrine”), la raccolta dei frutti delle drupacee è terminata. A fine raccolta, da parte di alcuni agricoltori, c’è l’abitudine di ridurre il controllo dei frutteti e, quando si verificano condizioni climatiche umide e con piogge ripetute, gli attacchi della ruggine (Tranzschelia pruni-spinosae) passano inosservati. Quindi, questo fungo trova le condizioni ambientali favorevoli per sviluppare infezioni fogliari che, se sottovalutate nelle fasi iniziali, possono causare una forte caduta di foglie (filloptosi).

Lo sviluppo della malattia è agevolato da condizioni ambientali temperate con elevata umidità e, particolarmente, nelle zone più basse. Anche le rugiade possono influenzare favorevolmente l'infezione, al pari delle pioggie. La ruggine attacca diverse specie di drupacee tra cui il pesco, albicocco e susino ed altri Prunus da frutto e selvatici.

È importante intervenire alla prima comparsa dei sintomi, prima della disseminazione di miliardi di spore della ruggine, utilizzando, ad esempio, prodotti antioidici attivi anche contro questa malattia fungina, come zolfo e gli IBE, scegliendo tra quelli registrati sulla coltura. L'entità del danno provocato dalla crittogama è direttamente proporzionale alla precocità delle infezioni. Infezioni precoci provocano infatti una limitata differenziazione delle gemme a fiore, una scarsa lignificazione dei rami dell'annata e, in generale, una debilitazione generalizzata della pianta.

L'attacco di questa ruggine avviene a carico delle foglie, a partire da quelle dei rami basali e, più raramente, anche i frutti. Le foglie infette manifestano macchioline clorotiche e, sulla pagina inferiore, pustole rosso-brunastre, polverulente, dalle quali vengono liberate le spore del parassita. Le foglie più pesantemente colpite finiscono per cadere prematuramente. Pertanto, per la prevenzione della malattia, è consigliabile, dopo le prime piogge estive, controllare la pagina inferiore delle foglie per individuare le prime “pustole” (sori) della malattia e, eventualmente, intervenire con prodotti specifici.

Michele Troiano