Distretto zootecnico, la Basilicata regione apripista

Progetto nella macroarea del Marmo Platano: obiettivo ridurre le emissioni di gas serra

La conferenza stampa di presentazione del progetto sul distretto zootecnico

La conferenza stampa di presentazione del progetto sul distretto zootecnico

Data : 05 March 2020

Il progetto pilota parte in Basilicata e ha come obiettivo principale quello di ridurre l'emissione di gas serra. Il distretto agricolo-zootecnico-forestale di Rete Rurale insieme al Centro euro-Mediterraneo, e che rientra nell'ambito del Programma RRN 2014-2020, è stato presentato dall'assessore regionale alle Politiche agricole Francesco Fanelli, dal dirigente generale, Del Corso,  dall'omologo dell’ufficio autorità di gestione del Psr Basilicata, Restaino e dai responsabili dell’Ismea e del Centro euro mediterraneo. La macroarea individuata per la sperimentazione  è quella del Marmo Platano con sette comuni e  902 aziende zootecniche (fonte Banca dati nazionale): Balvano (135), Baragiano (69), Bella (238), Castelgrande (26), Muro lucano (219), Pescopagano (44) e Ruoti (171). Nell'area di studio si trova anche l’Unità di ricerca per la zootecnia estensiva del Crea e un’organizzazione di produttori agricoli “OP Platano Melandro Latte” con sede a Bella. Tre saranno  le linee sulle quali si svilupperà la sostenibilità del territorio: riduzione delle emissioni (attraverso il miglioramento della gestione zootecnica e agronomica riducendo la produzione di gas climalteranti, il miglioramento della dieta dei ruminanti, la riduzione dell’utilizzo dei fertilizzanti chimici), l’aumento dei sink di carbonio (attraverso la riduzione delle lavorazioni dei suoli agricoli, l’installazione di nuovi impianti di frutticoltura, realizzazione di rimboschimenti, ecc…), la riduzione dei combustibili fossili (attraverso l’impiego dei residui agricoli e zootecnici per produrre combustibili alternativi a quelli fossili, l’utilizzo di biomasse per la produzione di biogas, la gestione dei residui agricoli delle colture arboree per fini energetici). 
“Il distretto – ha spiegato  l’assessore Fanelli – rappresenta uno strumento di programmazione e progettazione territoriale in linea con gli indirizzi della nuova Pac che vede l’agricoltura come settore chiave per il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050. Si tratta  di un meccanismo virtuoso che innesca azioni volontarie di riduzione e compensazione delle emissioni. È una sfida culturale e tutti possiamo essere protagonisti nel dare il nostro contributo nella lotta ai cambiamenti climatici”.

Antonella Ciervo