Dieta mediterranea e alimentazione: un'opportunità per il Cluster lucano di Bioeconomia

Lazazzera: "Fare rete tra imprese e ricerca apre il campo a occasioni di sviluppo innovative e sostenibili". L'Alsia è tra i partner

Domenico Lazazzera, presidente del Cluster lucano di Bioeconomia

Domenico Lazazzera, presidente del Cluster lucano di Bioeconomia

Data : 04 November 2020

L’azione di divulgazione e formazione del Cluster lucano di bioeconomia prosegue. Nell’ultimo webinar l’attenzione è stata focalizzata sulla Dieta mediterranea e sull’importanza di alimentazione, nutraceutica e medicina dello stile di vita.

“Un tema fondamentale- spiega il presidente del Cluster, Domenico Lazazzera - per creare nuovi filoni di impresa, attraverso un utilizzo virtuoso dello sterminato patrimonio di tradizioni, risorse naturali e prodotti della terra di cui la Basilicata è ricca. In quest’ottica –sottolinea Lazazzera-  anche la crisi pandemica si può trasformare in un’occasione di rinascita. La Bioeconomia offre un ampio ventaglio di possibilità per incrementare non solo la competitività dell’industria, della ricerca e della formazione, ma anche per salvaguardare il patrimonio ambientale e socio-culturale del territorio lucano e garantire il benessere dei cittadini. La scommessa, insomma, è quella di creare un impianto che integri il sistema primario con il settore dell’agro-industria”.

Non a caso il Cluster lucano di bioeconomia mette insieme mondo delle imprese, istituzioni e ricerca. In questo contesto, un ruolo importante in termini di supporto tecnico- scientifico  e di progettazione svolge l’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura.

“Insieme ad altri enti di ricerca, partner del Cluster, ci siamo fatti  carico di raccordare le esigenze delle imprese con la ricerca applicata-  spiega Francesco Cellini del Centro Ricerche Agrobios- In questo processo di innovazione la ricerca e il settore produttivo smettono di viaggiare su binari paralleli. L’Alsia- sottolinea- non ospita solo la sede del Cluster lucano di bioeconomia, ma opera un’azione costante di stimolo per la creazione di nuovi partnerariati in grado di rafforzare o creare nuovi processi di filiera. L’Agenzia fa qualcosa in più che partecipare al progetto, elabora proposte. Ne sono un esempio- conclude Cellini- i due progetti in fase di valutazione alla Regione Basilicata”.

“La Basilicata ha un potenziale enorme- dice il presidente del Cluster Lazazzera- All’agricoltura convenzionale occorre affiancare processi di innovazione che, partendo dal biologico, possano produrre nuovi beni a costo energetico zero attraverso il recupero di sottoprodotti di lavorazione o sostanze vegetali finora sottoutilizzate in ambiti diversi da quello strettamente agricolo. Fare rete tra imprese, ricerca e istituzioni – conclude Lazazzera- è la via giusta per poter competere sui mercati nazionali ed internazionali e contribuire a uno sviluppo in grado di coniugare innovazione e sostenibilità”.

M. Agata