Comparto foraggero e qualità dei prodotti: il punto nella videoconferenza #dalcampo

Illustrate anche le innovazioni prodotte dal progetto #GO_InnoProLatte per creare formaggi innovativi

Data : 19 June 2020

“Il comparto foraggero dell'Appennino lucano e la qualità dei prodotti” è stato il tema del nuovo appuntamento con #dalcampo, il ciclo di seminari didattici in videoconferenza organizzato dall'ALSIA, in programma mercoledì 18 giugno alle 16.

“Questo momento di confronto è un esempio concreto di come l’Alsia si interfaccia tra mondo della ricerca e settore agricolo - ha detto il direttore dell’Alsia Aniello Crescenzi- e conferma l’importante ruolo dell’Agenzia nel fare incontrare ricercatori e aziende agricole per il trasferimento delle innovazioni”.

Il seminario ha consentito di fare il punto non solo sulla campagna foraggera 2020, ma anche su come ottimizzare la qualità delle erbe dei prati, e su come garantire nel fieno prodotto una migliore conservazione degli aromi e del gusto nel prodotto caseario.

“Proteggere la montagna dall'abbandono e dal degrado ambientale, migliorando la redditività della zootecnia- ha spiegato Michele Catalano, responsabile del comparto foraggere e Azienda “Pantano” di Pignola - è possibile attraverso la resilienza delle aziende zootecniche montane che producono latte destinato alla trasformazione in prodotti tipici, e attraverso la capacità di produrre foraggi di qualità anche in ambienti marginali e poco produttivi. In questi ultimi anni ci troviamo di fronte a una riscoperta della foraggicoltura spinta dalla riscoperta del fieno nell’alimentazione del bestiame.  Una riscoperta – ha chiarito Catalano- che passa anche dai disciplinari delle produzioni lattiero casearie in cui il fieno ha ritrovato importanza, avendo molti protocolli di produzione previsto che almeno la metà della sostanza secca dei foraggi utilizzati debba provenire dal territorio di produzione dei formaggi”. Sulla qualità dei foraggi e sulle erbe tipiche presenti sul territorio si è soffermato, invece, il tecnico di campo dell’azienda Pantano di Pignola Teodosio De Bonis.

La videoconferenza, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook dell’Alsia, è stata anche l’occasione per conoscere lo stato di avanzamento del progetto #GO_InnoProLatte, di cui è capofila il CREA, Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura di Bella.  In particolare il responsabile del progetto, Salvatore Claps  ha focalizzato l’attenzione sull’ "Applicazione di innovazione di processo e di prodotto per lo sviluppo della filiera latte in Basilicata".

Il progetto si propone di offrire soluzioni al problema che hanno in Basilicata le aziende da latte: alte produzioni di qualità ma con scarsa redditività; mancanza di innovazione; scarsi collegamenti con i settori della ricerca.

“Le aziende produttrici di latte vaccino, caprino, asinino – ha  confermato Salvatore Claps-  richiedono maggiori attenzioni per la produzione di formaggi innovativi, al fine di aumentare la redditività e migliorare la qualità. Il Go InnoProLatte ha lavorato all’introduzione di innovazioni di processo e di prodotto lattierocaseario secondo 4 linee: Formaggi a caglio vegetale, Formaggi a latte misto d’asina, Formaggi funzionali con fibre digeribili aggreganti, Formaggi caprini e nuovo modello organizzativo”.

Grazie al lavoro svolto dal CREA Zootecnia e Acquacoltura con ENEA, ALSIA, UNIBAS Safe, ARA e partner privati si è giunti al collaudo, alla standardizzazione e alla caratterizzazione sensoriale di formaggi a caglio vegetale e all’inizio del trasferimento agli operatori del settore dei mezzi tecnici e dei know how per la realizzazione del nuovo prodotto; al consumer test sul nuovo prodotto sia fresco sia semistagionato e persino all’inizio della produzione di formaggi misto vaccino-asinino e di formaggi con fibre solubili.

“L’obiettivo  finale- ha concluso Claps- è  l’immissione sul mercato di formaggi innovativi, la salvaguardia della biodiversità asinina, la carta sensoriale dei formaggi prodotti e la realizzazione di un  nuovo modello organizzativo di produzione e commercializzazione dei formaggi caprini. La comunicazione e divulgazione dei risultati ottenuti diventa perciò fondamentale per facilitare il trasferimento delle innovazioni ai processi produttivi”.

M. Agata