B come boro, il quesito degli olivicoltori

L'apporto per via fogliare di questo elemento chimico migliora la produzione, ma solo in caso di accertata carenza

Data : 07 April 2021

Boro o non boro? In questo periodo diventa ricorrente la domanda degli olivicoltori sulla utilità di apporto di questo elemento chimico per via fogliare, per migliorare la produzione degli oliveti.

Il boro influisce sulla fecondazione e sulla conseguente allegagione. Questo elemento nutritivo, infatti, è coinvolto in alcuni fasi fondamentali del ciclo riproduttivo quali l’induzione a fiore, la germinabilità del polline e l’allungamento del tubetto pollinico, per cui la sua reale disponibilità può determinare ripercussioni sulla produzione. Nelle situazioni di carenza più gravi si può verificare addirittura l’assenza di fioritura.

In effetti, dunque, la carenza di boro può condizionare negativamente la produttività della pianta, anche se non può esserne considerata l’unica responsabile. Per decidere razionalmente la necessità di intervenire con apporti di boro occorre valutare lo stato nutrizionale attraverso una valutazione empirica o, meglio ancora, mediante la diagnostica fogliare, sapendo che il tenore adeguato dell'elemento in fioritura deve essere maggiore di 15 ppm (parti per milione).

Una carenza di boro nell’oliveto, inoltre, può avere altre conseguenze nell’olivo, dove ad una attenta analisi si può osservare:

  • foglie che si presentano bifide, a falcetto, di colore verde pallido con ingiallimento iniziale della parte apicale seguito da necrosi e caduta delle stesse;
  • frutti che presentano malformazioni, disseccamenti apicali e una eccessiva cascola estiva;
  • rami che presentano internodi raccorciati che assumono una forma a palmetta, con notevole sviluppo di succhioni, crescita breve a rosetta della parte apicale dei rametti (scopazzi). Con l’aggravarsi della carenza i rami si defogliano e seccano;
  • branche principali che possono presentare zone depresse, con necrosi dei tessuti sottostanti (leptonecrosi).

Occorre precisare che normalmente non si riscontrano condizioni di carenza negli oliveti, e comunque anche se la carenza di boro compromette la produttività della pianta e anche vero che un eccesso risulta comunque dannoso, ragion per cui bisogna intervenire solo in caso di accertata carenza.

Nel caso di carenza accertata empiricamente o, meglio, con analisi fogliare (< 15 ppm), è utile intervenire almeno 15 giorni prima della piena fioritura e successivamente, dopo l’allegagione, quando la drupa ha raggiunto le dimensioni di acino di pepe.

Antonio Buccoliero