Appassimento batterico del fagiolo, rischi anche in Italia

Necessario intensificare il controllo fitosanitario. Prevenzione mediante l'uso di semi sani e lunghe rotazioni con piante non ospiti

Data : 24 March 2022

Una nuova batteriosi da quarantena per le ortive è a rischio di introduzione in Italia, ed è capace di attaccare diverse leguminose tra cui il fagiolo e la soia. Si tratta del Curtobacterium flactumfaciens pv flactumfaciens, agente dell’appassimento batterico del fagiolo comune. Non è stato ancora individuato e isolato in Italia, ma è necessario un attento controllo fitosanitario essendo una specie molto pericolosa per il fagiolo ed altre leguminose in diverse aree del mondo.

Le altre due batteriosi da quarantena del fagiolo dovute ai due batteri della specie Xanthomonas (X. citri pv fuscans e X. phaseoli pv phaseoli) sono da tempo presenti ed ormai endemiche anche in Basilicata, e in annate particolarmente piovose provocano danni notevoli alle produzioni. Particolare attenzione quindi dovrà essere richiesta ai servizi fitosanitari regionali per scongiurarne l’introduzione di questo nuovo patogeno.

In realtà, l’appassimento batterico del fagiolo comune è stato osservato per la prima volta nel 1920 negli USA e da allora si è diffuso in tutti i continenti: più di recente infatti si sono osservati focolai anche alle porte dell’Europa, in Turchia e lungo le coste africane del bacino del Mediterraneo. I danni dovuti all'appassimento batterico derivano da rese inferiori delle colture e da una minore commerciabilità a causa della perdita di qualità dovuta a semi scoloriti e avvizziti. È stato isolato anche da diverse infestanti. La misura più efficace per prevenirne l'ingresso, l'insediamento e la diffusione di C. flaccumfaciens pv.  flaccumfaciens è l'uso di semi sani e lunghe rotazioni con piante non ospiti.

Camilla Nigro