Anche quest’anno l’ALSIA ha organizzato il consueto convegno a carattere regionale sulla biodiversità autoctona di interesse agricolo a rischio di erosione genetica e di estinzione che si svolgerà a Matera presso la chiesa di Cristo Flagellato posta nel suggestivo ex complesso ospedaliero di San Rocco.

Il convegno, realizzato nell’ambito del progetto “FiNoPom”, finanziato dalla misura 10.2 Agrobiodiversità del PSR 2014-2020, affronta tematiche inerenti la rete della biodiversità di interesse agricolo previste dalla legge 184 del 2015 e dai decreti ministeriali attuativi già adottati ed in via di adozione; quali le reti degli agricoltori custodi, i siti di conservazione on farm e ex situ del germoplasma frutticolo e viticolo, le banche del germoplasma dei semi di antiche varietà autoctone di interesse agricolo.

I modelli organizzativi delle reti della biodiversità attuati dalle Regioni italiane, e già previsti e normati dalla legge 184/2015, saranno illustrati dai rappresentati della Basilicata, della Campania e della Toscana, oltre che da un rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole, Agroalimentari, Forestali e del Turismo.

Il modello lucano di rete della biodiversità, originatosi già molti anni orsono nell’area del Parco Nazionale del Pollino e poi diffusosi nel resto del territorio regionale utilizzando come fulcro di ricerca, validazione, conservazione e valorizzazione le Aziende Agricole Sperimentali Dimostrative dell’Alsia, si potrà confrontare pubblicamente con i più grandi ed articolati modelli campano e toscano.

La manifestazione si concluderà con la presentazione del logo della biodiversità di interesse agricolo della Basilicata e l’assegnazione del consueto “premio Enzo Laganà” al migliore agricoltore custode, selezionato a seguito di apposito bando pubblico.

Parallelamente al convegno, e per l’intera giornata, nell’adiacente chiostro del complesso monumentale, si terranno interessanti attività di divulgazione della agrobiodiversità autoctona e di promozione delle produzioni agroalimentari del Pollino.

Infatti l’Associazione degli agricoltori custodi Vavilov gestirà una mostra/scambio di semi di antiche varietà di interesse agricolo a rischio di estinzione; mentre una ventina di aziende agricole ed agroalimentari del Pollino animeranno il primo mercatino regionale della biodiversità esponendo le proprie produzioni agroalimentari.

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