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TUMORE BATTERICO DELLE DRUPACEE
La Redazione - 1/24/12
Riparte la campagna di “vaccinazione” contro il tumore batterico delle drupacee. Anche quest’a
nno, con la collaborazione del prof. Astolfo Zoina (fitobatteriologo dell’Università di Portici –
Napoli), il Servizio di Difesa Integrata dell’ALSIA produce presso il laboratorio dell’Azienda
sperimentale Pantanello il ceppo K84 che distribuisce gratuitamente ai vivaisti ed agli agricoltori
della Basilicata che ne fanno richiesta. Per la prenotazione del K84, da richiedersi almeno 20
giorni prima del trapianto, o per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all'Area Servizi di
Sviluppo Agricolo Specialistici di Matera:
- Responsabile del Servizio di Difesa Integrata, Arturo Caponero, 334-6396250, arturo.caponero@alsia.it;
- Responsabile del laboratorio fitopatologico dell’Azienda Pantanello, Michele Troiano, 334-6787392, michele.troiano@alsia.it;
- ai responsabili delle Aziende Sperimentali dell’ALSIA.
Alcune informazioni sul trattamento del tumore batterico delle drupacee
Le drupacee (pesco, albicocco, susino, ciliegio) sono tutte sensibili al “tumore batterico”
causato dal batterio Agrobacterium tumefaciens il quale può vivere da saprofita nel terreno e
passare alla fase parassitaria in presenza delle radici di piante ospiti. Il batterio penetra nei
tessuti radicali attraverso piccole ferite e si moltiplica rilasciando ormoni simili a quelli che
stimolano la divisione e la crescita delle cellule vegetali. In tal modo si formano le tipiche
escrescenze di tessuto indifferenziato (tumori) che danneggiano irreversibilmente le radici delle
piante infette, con danni tanto maggiori quanto più precoce è l’infezione.
L’unico rimedio al tumore batterico è preventivo e “biologico”: il ceppo Agrobacterium
radiobacter K84 è un microrganismo antagonista capace di colonizzare stabilmente la rizosfera (cioè
la superficie delle radici ed il terreno a contatto) e che produce una tossina attiva contro l’A.
tumefaciens. La tossina è specifica solo contro alcuni ceppi del patogeno, tra cui quelli che
inducono tumore sui portinnesti che derivano dal pesco (es. Franco, serie GF, Montclair, Missour,
Sirio, ecc.), indipendentemente dalla specie innestata. L’azione del ceppo K84 è efficace solo se
il microrganismo colonizza le radici prima che queste vengano in contatto con cellule di A.
tumefaciens; quindi se le piante da trapiantare sono già infette la protezione sarà inadeguata e
non potrà fermare lo sviluppo dei tumori. Al contrario, una volta che il K84 si sarà insediato
stabilmente nella rizosfera, la pianta sarà protetta dall’Agrobacterium tumefaciens per tutto il
suo ciclo vitale.
In vivaio la “vaccinazione” avviene al trapianto delle piantine portinnesto, prima che dai
contenitori in cui sono radicate passino al terreno.
Per i nuovi impianti di pieno campo, le radici delle piantine vanno immerse in una sospensione
acquosa del K84 subito prima della loro messa a dimora.











